La storia del Duomo

Sacrestia

Anticamente era l'aula capitolare, dove si riuniva il Capitolo dei canonici. Fu fatta edificare da Giovanni Battista Bertone de' Balbis nel 1668: il busto del committente venne collocato per volontà del Capitolo sopra la porta d'ingresso. La sala è arredata da preziosi mobili intagliati. I due lunghi panconi con dossali, lungo le pareti laterali, furono donati dalla famiglia Robbio e qui adattati; tra i particolari scolpiti si notano soggetti mitologici. Una curiosità: le «fruttiere» sopra i dossali vennero intagliate nel 1945-46 dallo scultore chierese Matteo Lavasso, che impiegò legno di olmo. Nella parete di fronte, un grande armadione in cui, in passato, si conservava l'archivio capitolare: è della seconda metà del Seicento, attribuito ai fratelli Botto di Savigliano, e fu donato dal canonico cantore Giovanni Battista Chiaventone. Sulla parete soprastante, lo stendardo della Confraternita di Santa Croce, con i confratelli vestiti del tipico saio: fu dipinto dal pittore chierese Francesco Fea nel 1622; al di sotto è collocata su una mensola una seicentesca statua della Madonna col Bambino. Gli stemmi dei Balbo Bertone sulla porta d'ingresso alla sacrestia probabilmente furono raschiati via nel luglio 1797, durante la «rivolta del pane».

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