La storia del Duomo

Cappella del Crocifisso

La cappella sorse al posto dell'antica sacrestia, per volontà di Giovanni Battista Bertone de' Balbis: i lavori iniziarono nel 1668 e terminarono nel 1672. La pala d'altare, dipinta da Charles Dauphin (seconda metà del '600) rappresenta il Cristo crocifisso, con la Madonna, la Maddalena e San Giovanni evangelista. La tela è inserita in un maestoso altare ligneo con colonne a spirale e angeli che reggono gli strumenti della Passione; ai lati, due statue lignee che rappresentano la Carità e la Fortezza. Le pareti laterali sono ornate da quattro grandi tele: a destra Gesù nel Getsemani, Giovanni Francesco Sacchetti, tra il 1670 e il 1680, Ecce Homo, Bartolomeo Caravoglia, 1676, e a sinistra La flagellazione e La caduta sotto la croce (per entrambi mancano attribuzioni certe, anche se esistono riscontri con opere di Dauphin e Caravoglia). Le tele sono intercalate da otto grandi statue in stucco, che rappresentano Santi, Profeti e personaggi simbolici. Anche il soffitto è ornato in stucco, a rappresentare gli strumenti della Passione e incorniciare gli affreschi: sulla volta a botte, da sinistra, «II passaggio del Mar Rosso», «Mosè che fa scaturire l'acqua dalla roccia» e «L'innalzamento del serpente di bronzo». Sulla cupola che sovrasta l'altare è affrescato «II trionfo della croce» e, alla base, le quattro Sibille.

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