La storia del Duomo

Cripta

Dalla cappella del Corpus Domini si scende nella cripta sottostante all'altar maggiore, a circa 2 metri sotto il piano attuale della città. La cripta venne accorciata, per poter accogliere sepolture, forse nel momento in cui si ricostruì il Duomo (1405-1436): la parte oggi visibile ne è solo l'abside. Gli attuali studi convergono nel datare la costruzione verso il 1016, quando il vescovo Landolfo fece ricostruire la chiesa di Santa Maria, allora in rovina. Esistono perciò fondate ipotesi circa l'esistenza di un precedente edificio sacro dove oggi si trova la chiesa: lo dimostrerebbe la lapide di Genesia, qui collocata dopo essere stata rinvenuta sulla facciata del Duomo nel 1875. La lapide è l'iscrizione funeraria che ricorda una bambina di due anni, morta 1'8 giugno 488, e nel suo genere è una delle più antiche in Piemonte. Entrando nella cripta, a sinistra, una parte di muro priva di intonaco rivela una parte dell’affresco dell'Annunciazione, il primo di una serie di affreschi che ornavano la cripta. Sulla volta è affrescata la trecentesca Madonna del latte, tra i Santi Pietro e Paolo. Nella cripta sono sepolti alcuni nobili esponenti della famiglia chierese dei Balbo: tra essi Cesare Balbo, presidente del ministero costituzionale di Re Carlo Alberto nel 1848; suo padre Prospero Balbo, ambasciatore e cofondatore dell'Accademia delle scienze; sono qui inumati anche i resti di Giambattista Bogino, giurista e ministro di Carlo Emanuele III.
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