In ascolto della cittÃ
febbraio '13
Alle porte delle nostre parrocchie sono aumentate sensibilmente le persone che bussano per chiedere dignità, per poter scaldare ancora per un mese la propria casa, per essere aiutati a ricollocarsi nel mondo del lavoro. Un recente dato dell’Ufficio Pio della Fondazione S. Paolo afferma che in Torino e cintura esistono almeno 50.000 persone in condizioni di povertà, mentre i servizi pubblici, stretti dentro la morsa del contenimento della spesa, non riescono più a seguire tutte le richieste di aiuto che giungono ai loro sportelli, e talvolta confidano essi stessi nel volontariato come supporto attivo. Le problematiche emerse in questi ultimi 2-3 anni non riguardano solo la grande città, ma entrano come una spada a doppio taglio anche nelle nostre piccole realtà locali, in quel tessuto cittadino che fino ieri era riuscito abbastanza bene a proteggere o stemperare le asperità di situazioni disagiate. E’ giunto il tempo di rimettersi in gioco e fare delle nostre individualità un sistema, una rete che protegga chi cade dal trapezio e poi lo accompagni. Pertanto al volontariato sociale, come già nel secondo ‘800, spetta il compito di elaborare pensieri e proporre con fantasia ed energia, forme nuove di accoglienza e di accompagnamento; in questa prospettiva si offre a tutti noi l’occasione per costruire quei legami, quell’umanità che danno sostegno a chi è in difficoltà, e che per noi credenti trovano motivo di senso e spinta nell’insegnamento e nella testimonianza di vita di Gesù. Coscienti che fare l’elemosina aiuta a sopravvivere ma non a vivere, perché vivere è poter lavorare e produrre, è poter avere una speranza di futuro e non sentirsi soli, ci si è interrogati su che cosa si poteva fare. All’interno dell’Unità Pastorale 59 si è costituito un piccolo gruppo di lavoro che non senza fatiche e rallentamenti, da tempo insegue il sogno di realizzare nella nostra città un luogo di ascolto per tutti quelli che fanno fatica. Circa un anno fa è iniziato un percorso di formazione per tutti quelli che desideravano interessarsi al progetto, e che inizialmente ha svolto anche il compito fondamentale di far incontrare e confrontare molte persone di associazioni diverse che operano in città nel campo del volontariato sociale. Poco per volta il Centro d’Ascolto ha preso forma, proprio a partire dalla costruzione di una rete di relazioni di stima e collaborazione tra chi opera nel nostro territorio. Abbiamo pensato ad un Centro d’Ascolto come luogo confortevole dove chiunque possa sedere, trovare persone che lo riconoscano, sappiano ascoltarlo e fare un pezzo di strada insieme. Il luogo che ospiterà il Centro sarà un piccolo alloggio che la Parrocchia di San Giorgio ha messo a disposizione, nella centrale Via Nel n.9.Nelle ultime settimane i volontari si sono impegnati per sistemarlo al meglio, cercando di garantire quell’atmosfera di familiarità che speriamo possa incoraggiare e offrire ristoro. Dopo aver passato molti mesi per prepararci conoscendo altre realtà a noi vicine, e approfondendo vari aspetti della relazione interpersonale, queste ultime settimane hanno invece avuto al centro molte questioni pratiche per consentire l’apertura e la conoscenza del Centro da parte dei cittadini. Vorremmo provare ad inventare nuovi modi per esprimere la vicinanza e la solidarietà che generosamente il nostro territorio manifesta da sempre e per farlo pensiamo di muoverci su piani diversi. Nell’immediato inizieremo con lo sportello, offrendo anche la possibilità di chiedere aiuto e fissare appuntamenti scrivendo via mail, poiché altri ci hanno raccontato che questa riservatezza facilita chi non è abituato a bussare e vive situazioni per lui/lei impensate fino a pochi mesi fa. Alcuni accoglieranno le persone e settimanalmente si confronteranno con altri del gruppo per trovare possibili vie d’uscita. Altre persone, in un secondo momento dovranno occuparsi di fare animazione nelle nostre parrocchie per sensibilizzare, informare e far crescere tutta la comunità sul tema delle povertà, perché possa diventare un tema condiviso a livello più ampio. Inoltre il servizio di ascolto sarà gestito con un sistema di raccolta dati che sarà condiviso con una rete di servizi più ampia per costituire un osservatorio sulle povertà che permetta ad alcuni di noi di riflettere e studiare i cambiamenti sociali sul tema povertà. La lotta alle nuove povertà ci ha spronati fin qui, ma domandiamo fin d’ora a tutte le comunità un sostegno che sarà indispensabile d’ora in poi, perché siamo consapevoli che solo grazie alle tante capacità e ricchezze personali riusciremo a trovare modi nuovi ed efficaci per farci prossimo.
